lunedì 29 ottobre 2007

Post Baguette

La
difference
qu'il y a
ovvero le
piccole differenze
tra lo stare seduto
qui e l'andare in giro
per Parigi. Si pensi che
che là c'è la periferique,
che è come dire un Grand
Raccord Anulaire, che
gira tutt'intorno la città.
Si veda che per la Métro
vendono dei graziosi bigliettini
color viola che dopo ogni viaggio si
possono strappare con un gesto
alla Belle Epoque, mentre qui
abbiamo dei lenzuoloni buoni solo
per farci il filtro delle canne. Si
immagini che la Métro a Parigi
come la neve non fa rumore e
qui invece nei pressi della stazione
Garibaldi ti devi tappare le orecchie.
A Parigi dagli altoparlanti del vagone
esce una calda voce di donna che ti
annuncia le fermate della città così:
"chatelet les halles... chatelet les halles".
Qui invece se ti va bene ti becchi un
qualcosa che gracchia più o meno così:
"cadorna!!! fermata?... CadorGna."
Si constati poi che noi italiani siamo sì
dei fighetti, che ci vestiamo tutti uguali,
mentre la moda parigina è a strati e abbina
capi cheap e carini. Si osservino infine
le Nymphéas di Monet, e davanti
a queste immense decorazioni
ci si chieda che cosa c'è di bello
in queste furiose pennellate, che cosa
c'è di strano in questa distesa di acqua
e in questi fiori e in questi salici,
che sembrano lì a caso. Le immagini
del filmato mostrano un vecchio mezzo cieco
col pennello in mano. La voce del filmato
spiega che le Ninfee mancano di contorni
e di confini. E capisci che là davanti
ti si apre una finestra sul mondo
e su te stesso, dove non ci sono nè
linee né bordi. Nulla di rassicurante
cui aggrapparsi, insomma. E così
fare quadrato diventa difficile.
Fare ciò che si fa ogni giorno.
E ti rendi conto che quel vecchio
forse aveva bisogno anche lui
di tenersi aggrappato a qualcosa.
Solo che invece a una scrivania
pensò bene di aggrapparsi
all''ombra di un sogno che fugge.
Scelse le ninfee, di notte.
Senza linee né confini.
Per calmare i nervi e
per non aver più
paura, preferì.
Le ninfee e
l'acqua.

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Di Tengi |

12 Commenti:

  Alle 6:03 PM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
Emozionante.
  Alle 6:53 PM Anonymous Anonimo ha fatto una pausa per dire:
Mi hai fatto rivedere il dipinto.....

Baci
Brian
  Alle 10:57 PM Blogger S.B. ha fatto una pausa per dire:
Bel post, però non sottovalutare l'utilità dei "lenzuoli da filtro" nel momento del bisogno ;-)
  Alle 11:11 PM Blogger Lupo Sordo ha fatto una pausa per dire:
Non sono mai stato a Parigi e non sento neanche il bisogno di andarci, meglio Abbiategrasso... Anche se non sono mai stato neanche ad Abbiategrasso...
  Alle 11:41 PM Blogger michele ha fatto una pausa per dire:
mamma mia, quanti ricordi! (di milano, non di parigi!)

c'adorna! fermata c'adorna! mi son sempre chiesto cosa adornasse, la fermata c'adorna!

chissà che qualche volta non ci siamo anche incontrati alla fermata c'adorna! :)
  Alle 10:13 AM Blogger MOZ ha fatto una pausa per dire:
Cio' che non sopporto delle stazioni francesi e' la musichetta che c'e' prima della voce che annuncia i treni in arrivo o in partenza.
  Alle 10:18 AM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
michele mi haia fatto venire un'idea...

Moz io non ho sentito nessuna musichetta, boh.
  Alle 10:22 AM Blogger michele ha fatto una pausa per dire:
che idea?
(quale idea? non vedi che lei non ci sta... scusa, è partita la musichetta!)
  Alle 10:23 AM Anonymous alebino ha fatto una pausa per dire:
Tengi
mi alzo in piedi di fronte a questo post baguette!!!!!!!
:-)
  Alle 11:15 AM Blogger Fassbinder ha fatto una pausa per dire:
ho fatto un chilo e due, lascio?
ma dimmi la verità, chi ti piace di più: Manet o Monet
  Alle 12:40 PM Blogger MOZ ha fatto una pausa per dire:
Stazione dei treni, non metropolitana.
;)
P.S.: ho letto della pastiglia V**da.
Quando le ho comprate lo scorso inverno mia moglie mi disse: "solo tu ed i vecchi le comprate ancora"!
Cos'avra' voluto dire?
:)
  Alle 4:47 PM Anonymous Anonimo ha fatto una pausa per dire:
uuuuh sei stata al Marmottan che belloooo

LaVale