martedì 6 novembre 2007

Io n'esco

Interno d'ufficio. Mattinata d'ufficio. Clima d'ufficio. Sulle scrivanie d'ufficio, comodi portapenne d'ufficio. I PC d'ufficio, accesi da poco, mandano un tenue bagliore d'ufficio che si riflette sui visi d'ufficio. Silenzio d'ufficio.
Le signorine d'ufficio Franca e Berta sono di fronte ai loro schermi d'ufficio. Franca consulta le news sul sito di Repubblica, la testa fissa sul monitor, mentre Berta medita, il mento poggiato sul palmo della mano.

Berta: Potremmo farci un caffè.
Franca: Si, è vero, potremmo.
Berta: Andiamo.
Franca: Quante notizie, oggi. Ho bisogno di un caffè.
Berta: Ecco, potremmo scendere alla macchinetta a prenderne uno.
Franca: Io credo che mi farò un the. Ieri ho mangiato di gusto e molto. Un pasto ricco. All'ora di pranzo mi trovavo in montagna. Sono quindi andata a letto tardi e con la cena sullo stomaco. All'ora di cena non mi trovavo più in montagna. Ho dormito male stanotte. Mi sento ancora pensante. Un the è quello che ci vuole per il mio stomaco.
Berta: Non c'è ancora nessuno. Strano. Di solito arrivano tutti con la navetta delle 9 e 7 minuti. Sono le 9 e 10 minuti e non si vede anima viva. Deduco che il treno metropolitano sia deragliato. Non è nemmeno da escludere che stamane tutti siano in ritardo contemporaneamente ognuno per un motivo diverso, pur essendo il treno metropolitano assolutamente in orario.
Franca: In montagna non ho preso sole. Ho camminato si, ma non mi sono mai esposta al sole. La receptionist ha notato che sono abbronzata e mi ha chiesto se ho preso sole. Ma non ho preso sole. Ho mangiato molto, questo sì, tanto che stanotte ho avuto incubi terribili. Per questo berrò un the.
Berta. Dovremmo scendere a prendere un caffè. Se arrivano gli altri ci toccherà fare la coda. Ma per ora non c'è nessuno. Le sveglie suonano sempre tardi, di lunedì.
Franca: Più che il the, amo le tisane. Si, le tisane sono meglio. Esercitano benefici effetti sullo stomaco. Il the è un eccitante. Una tisana è quello che ci vuole per la mia pesantezza. Non ho preso sole, no, ma ho mangiato troppo. E ora credo che dovrò stare riguardata a pranzo. Non vorrei esagerare.
Berta: L'arrivo dei colleghi porta sempre scompiglio alla macchinetta del caffè. Ma oggi no. Sono le 9 e 13 e ancora nessuno. Mi chiedo che fine avranno fatto tutti. Dovremmo aspettare gli altri prima di scendere per il caffè. Non vorrei che qualcuno si offendesse se non lo aspettiamo. Inoltre se aspettiamo gli altri colleghi è più probabile che io riesca a trovare il cambio in moneta per il caffè. Ho solo una banconota da cinque euro.
Franca: Una soluzione alla pesantezza sarebbe ingerire una pastiglia. Ma non sono dell'idea. La sola idea mi eccita.
Berta: Trovarsi senza cambio e senza colleghi è un bel guaio. Per non parlare della questione di bonton che ci abbliga ad attendere i colleghi per bere tutti insieme il caffè. O almeno quelli con cui si va di solito. Ma non vorrei creare dei gruppi fissi di bevuta. Dunque, o li aspettiamo tutti o non aspettiamo nessuno. La mia voglia di caffè aumenta. Sono le 9 e 15 minuti.
Franca. Non c'è nulla di meglio che iniziare la mattinata con un buon caffè. O un the, meglio. O una tisana. Soprattutto se uno sta un po' disturbato di stomaco. La montagna è bella ma, accidenti, che mangiare pesante. Meno male che ho preso un bel po' di sole.
Berta: Non hai mai moneta quando ti serve. E i colleghi stanno per arrivare. E mi toccherà offrire a tutti. E non ho sufficiente moneta. O tutti, o nessuno. Potremmo andare ora, per sfuggire a questo empasse. Beviamo il caffè per conto nostro, e via. Certo senza moneta, come fare. Potrei chiedere a Elziario.
Franca [alza finalmente la testa dal monitor]: Chi è Elziario?
Berta: Non lo conosci? Il tizio che sopravvive di là, nella stanza dei tappeti elastici. E' spesso fuori sede, non è mai qui. Passa almeno tre giorni alla settimana fuori sede: il martedì, il venerdì e il martedì. E' sempre qui, non va mai fuori sede. Non ne posso più di vederlo.
Franca: Mai sentito nominare.
Berta: Gli hai parlato poco fa. Lo hai salutato prima di entrare qui. Lo hai salutato poco fa. Gli hai parlato di fronte alla stanza dei tappeti elastici.
Franca: Quello è Dario, non Elziario. Sono sicura. Dario è molto basso. Sono sicura che sia Dario il tizio che ho salutato davanti alla stanza dei girini, perchè era eccezionalmente basso. E non porta pantaloni con le pinches.
Berta: Anche Elziario è basso. E neanche Elziario porta pantaloni con pinches. Non li sopporta, perchè li indossava l'amante delle moglie. Ricordi per caso se anche la moglie di Dario aveva un amante?
Franca: Io mi faccio i fatti miei. [pausa] Non nell'anno duemilasette. Forse nel duemilasei. Si, di sicuro ebbe un amante. Lo conobbe al circolo dei racchettoni. Fu una storia d'amore di una settimana. Poi divenne una storia di sesso di sei mesi. L'amante dei racchettoni, lo chiamiamo qui da noi. Forse portava pantaloni con le pinches.
Berta: Come l'amante della moglie di Elziario. Dunque è Elziario il tizio che hai salutato stamane, di fronte alla stanza dei cachi.
Franca: Che stranezza. Eppure era un uomo basso. Eccezionalmente basso. Qui da noi, se uno è eccezionalmente basso, è Dario.
Berta: Anche Elziario è eccezionalmente basso. Dunque ci sono almeno due bassotti in azienda. Potrebbe essercene un terzo. E costui potrebbe essere colui che hai salutato stamane, di fronte alla stanza dei tappeti elastici.
Franca: Prima eri sicura che quello fosse Elziario, quello che ho salutato di fronte alla stanza dei fucili a pallettoni, quello basso come Dario e senza pinches.
Berta: Lo pensavo sì, benchè ne conosca solo il cognome, perchè era eccezionalmente basso. Ma ora non ne sono più così sicura.

*dedicato a chi ama Ionesco, francese di origine rumena.
Spudoratamente ispirato a La Cantatrice Calva.
Saranno effettuate repliche.
Ma solo il martedì, il venerdì e il martedì.

Le mie esigenze di esportabilità mi obbligherebbero a ricercare riferimenti più nazional-popolari di Ionesco, ma non gliela fo. Se volete, fatelo voi.

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Di Tengi |

17 Commenti:

  Alle 10:55 AM Anonymous Domiziano Galia ha fatto una pausa per dire:
Non sono uomo di materia, ma questo è un signor racconto.
  Alle 10:55 AM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
analisi critica del testo:
oltre ad aspetti di straniamento, alienazione,incomunicabilità,
applicati al mondo dell'ufficio
in un esercizio di stile, se vogliamo, quale è stato quello mio, mi accorgo (con orrore)
che l'esercizio di stile ha preso vita in forma di dialogo realmente applicabile alla realtà d'ufficio
e non così assurdo, il che rende il tutto assurdamente vero
e terribilmente realistico.
  Alle 11:29 AM Anonymous greenkey ha fatto una pausa per dire:
è vero, succede
  Alle 11:55 AM Anonymous occhidaorientale ha fatto una pausa per dire:
bravissima Tengi!
Davvero!
Bellobello!
  Alle 12:29 PM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
Ehi grande, ma a me ricorda anche Waiting for Godot.
  Alle 2:30 PM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
che lettori attenti che ho!
signori, che lettori, che lettori!!!
ma chi ce li ha, dei lettori così?
  Alle 3:43 PM Blogger Alice ha fatto una pausa per dire:
davvero bello!!
  Alle 4:17 PM Anonymous LCL ha fatto una pausa per dire:
Cara la Tengi,
un plauso sentito da noi spettatori di questa pièce. A quando in scena a teatro?

Sbaglio o anche il tuo commento è una citazione teatrale?

LCL
  Alle 4:29 PM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
no non credo.
di chi?
ma che lettori che ho, che lettori!
  Alle 5:26 PM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
besterebbe aggiungere una "e" per arrivare dritta a montecitorio.
  Alle 11:04 PM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
Ma che lettori che ho !(Tom, non l'ho capita)Che lettori, che lettori!!! (Davvero Tom, non l'ho capita)
  Alle 9:58 AM Anonymous Anonimo ha fatto una pausa per dire:
a me ricorda più... "Suspence" della Settimana Enigmistica. Presente il sig. Brando?

Scherzo, bellissimo racconto. Sorprendentemente (e imquietantemente) verosimile, in ufficio ma pure in molti altri posti...

ciao

Mik
  Alle 10:00 AM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
tenji.
Se aggiungevi una "e" avresti detto: Ma che elettori che ho, che elettori!
E via in diretta a porta a porta.
  Alle 10:04 AM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
L'ho sempre saputo che i miei lettori mi sopravvalutano. Sob.
Scusa Tom, scusate tutti. (comunque continuate a fare battute per stimolare il mio intelletto, grazie)
  Alle 10:36 AM Blogger Fassbinder ha fatto una pausa per dire:
Parte bello già dal titolo. Questo misto di surreale e non_sense acchiappa molto. Da 'best of' immediato.
  Alle 2:42 PM Anonymous alebino ha fatto una pausa per dire:
quanto darei per interpretare una delle due! ADORO!!!! :-)
BelloTengi :-)
  Alle 6:43 PM Anonymous maurizio ha fatto una pausa per dire:
continuo a sostenere la tesi che tu sia un piccolo genio...
sempre piu' brava.