giovedì 13 settembre 2007

Il gioco della sedia

C'è un gioco bellissimo che potete fare anche voi.
Il gioco della sedia.
Si passeggia tutti in tondo attorno ad alcune sedie disposte in circolo. In disparte, una persona ha il compito di diffondere una musichetta allegra da un mangianastri. Non appena questa persona spegne la musica, tutti devono immediatamente sedersi nel primo posto libero che trovano. Le sedie non bastano mai per tutti. Chi rimane in piedi, è eliminato dal gioco.
Il bello di questo gioco arriva alla fine, quando restano due soli concorrenti a girare intorno ad un'unica sedia.
Se ci fate caso, nella vita, la sedia è sempre una.
Quella più bella, quella più comoda, quella più prestigiosa. E tutti la vogliono.
Ma si sa, la sfida vera si svolge sempre tra due soli concorrenti.
Tutti gli altri sono eliminati in partenza, e non resta loro che schierarsi per l'uno o per l'altro caposquadra.
L'ultima volta che abbiamo giocato a questo gioco abbiamo perso.
Non è stata colpa di nessuno, fatto sta che abbiamo perso la sedia.
Era una sedia davvero bella, anzi erano dieci sedie, dieci sedie in una bella stanza grande con acqua e caffè a volontà e piante di ficus. E noi avremmo voluto sederci su quelle dieci sedie. Una per sedere. Ma le cose sono andate diversamente.
Dopo aver perso il gioco, siamo stati costretti a ripiegare su piccole seggioline pieghevoli in una brutta stanza piccola senza boccione di acqua e senza piante. Del caffè, nemmeno l'ombra.
Nella vita la sedia è sempre una, se ci fate caso.
E la ritirata di una squadra non è mai una bella cosa.
E ai caposquadra non piace perdere.
Il nostro caposquadra infatti ha accolto male la sconfitta.
E così è successo che ha preso uno dei suoi più fedeli alleati e gli ha spiattellato davanti agli occhi la nostra sconfitta sotto forma di una pila di pesanti cartelle lasciate cadere rumorosamente sul tavolo davanti ai suoi occhi increduli di subalterno e gli ha detto scegli.

Tieni gli occhi chiusi e scegli la penitenza: dire fare baciare lettera o testamento.
Scelgo questo.
Ecco qua: dire.
Bene.
Dovrai dire di sì a tutto quello che ti dico. Cominciamo. E' l'ultima volta che faccio queste figure.
Sì.
E' tutta colpa tua.
Sì.
La prossima volta non ti farai infinocchiare da quella stordita che manovra il registratore.
Sì.
Lo sai come è fatta, non la devi considerare, non la devi guardare, ti porta a credere che fermerà la musica in un dato momento ma poi non è mai così.
Sì.
E non mi costringere ad arrabbiarmi, lo sai che non sopporto queste cose.
Sì.
E non mi piace rimproverarti davanti a tutti.
Sì.
Però lo devo fare.
Sì.
Spero che tu lo capisca.
Sì.
Che non si ripeta mai più.
Sì.

Qualunque sia il vostro sogno, ricordate che nella vita la sedia è sempre una.
Il trucco è rimanere concentrati sulla sedia, senza farsi distrarre dalla musica.
Una volta che la musica si interrompe, avrete la vostra occasione.
Checché se ne dica, ricordate che questo non è un gioco di squadra.
Perchè ciò che per voi è un gioco, per altri può non esserlo.
Per questo la sedia è sempre una, nella vita.
Perchè uno solo è il giocatore che gioca sul serio.
Per tutti gli altri, invece, è solo un gioco.

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Di Tengi |

16 Commenti:

  Alle 1:14 PM Anonymous alebino ha fatto una pausa per dire:
mi ricordo qualche mese fa una serata con gioco della sedia annesso. Io giravo insieme agli altri e allo stop della musica mi sono fiondato su una sedia libera conquistandola. Nello stesso momento anche un amico ha pensato bene di conquistare quella stessa sedia, e lì son cazzi! Mi fionda addosso alla velocita della luce e mezzo secondo dopo il crak della sedia e noi due col culo per terra!
Son bei momenti!
  Alle 2:16 PM Anonymous sc ha fatto una pausa per dire:
quel gioco lo conosco come "Die Reise nach Jerusalem" - "Il viaggio per jerusaleme". è molto amato per farlo giocare ai bambini alle feste di compleanno.

infatti è divertente.

bella la tua metafora.

saluto.
  Alle 2:48 PM Blogger S.B. ha fatto una pausa per dire:
Ma se vuole tanto quella sedia perchè non se la prende e non smette di angosciare tutti gli altri ? ;-)
  Alle 3:01 PM Anonymous Cima ha fatto una pausa per dire:
Bello. Brava. :-)
  Alle 3:17 PM Anonymous Annalisa ha fatto una pausa per dire:
alimorta, please...
  Alle 3:26 PM Anonymous Zia Petunia ha fatto una pausa per dire:
Non si è obbligati a giocare con gli altri. Ad esempio, mentre tutti giocano al gioco della sedia, tu potresti giocare a quello della bottiglia con qulacuno che ha i tuoi stessi gusti!
  Alle 3:28 PM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
Sentivo come un improvviso bisogno di alzarmi per sgranchirmi le gambe, andare a prendere un caffè, passare magari anche dal bagno.
Poi ho letto il tuo post.
Non ho più il coraggio di muovermi.
  Alle 3:31 PM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
  Alle 3:35 PM Anonymous ge ha fatto una pausa per dire:
io scelgo TESTAMENTO.
sempre...

ge
  Alle 3:51 PM Anonymous Francesca ha fatto una pausa per dire:
SI va bene...
Ma ogni tanto farsi distrarre dalla musica può essere molto, mooolto più divertente!
Saluti!
  Alle 4:11 PM Anonymous aphrodite ha fatto una pausa per dire:
la sedia è sempe una, a volte mezza....e pure con la paglia che ti strappa i collant! :-)
  Alle 6:03 PM Blogger chicca2007 ha fatto una pausa per dire:
io per ora sono rimasta con lo zerbino...
non e' freddo come il pavimento, ma punge un po'.
Ma punto allo sgabello!
  Alle 10:26 AM Anonymous Achille ha fatto una pausa per dire:
La cosa veramente brutta è quando nel gioco del lavoro ti tolgono la sedia e ti danno la scopa. C'è da attaccarsi alla bottiglia.
  Alle 5:43 PM Anonymous spora ha fatto una pausa per dire:
Tengi ci fai la seria, torna divertengi che qua si deprime.
  Alle 4:49 PM Anonymous erbasalvia ha fatto una pausa per dire:
a me 'sta cosa m'ha un po' angosciata, tengi..
  Alle 3:44 PM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
era quello lo scopo, uah uah uah...
:-)