martedì 23 ottobre 2007
Pezzi di Pazze
Quarto appuntamento con le Interviste di Pezzi: alla scoperta di nuovi personaggi. L’intervista odierna si volge nel mese di agosto, in spiaggia. Fa caldo, ma neanche troppo, e l'intervistato è di fianco a me. Si chiacchiera.
Ciao. Con te oggi parliamo di piccoli vizi e grandi virtù del mondo gay e…
…si, io volevo subito dire una cosa: c***o, c**o, t***e, f**a. Così tutti quelli che vanno su Google a cercare queste parole capitano qui.
Ehm.. si, grazie. La prima domanda è molto diretta: sei contento di essere gay?
Mica tanto… ma questa intervista deve essere simpatica o seria?
Siam partiti bene…dacci almeno un aspetto positivo e uno negativo
Aspetto positivo è vestirsi bene… ma che domanda difficile. Altra domanda.
Va bene... una caratteristica dei locali gay?
Le occhiate d’aquila, gli sguardi in serie. E la presenza delle dark room, stanze buie cui si accede attraverso un lungo corridoio, dove si fanno cose… (riceve una telefonata n.d.r.) Mamma, il melaceto per i piatti è sotto il lavello, l’hai trovato? Ok, ciao! ... Dicevo, nel 99% delle disco ci sono queste stanze che rispecchiano il fine del 70% dei gay ovvero… venire. Ci son vari tipi di persone nei locali gay: quelli che vanno per ballare, quelli alla ricerca dell’ultima possibilità di rapporto, quelli che vanno per divertirsi, e quelli che alla fine fingono tutto questo e vanno solo per scopare.
Una classica festa a tema gay?
Le serate orsi, dove ci vanno quelli grossi e pelosi. Io ci vado perché son peloso.
… ti depili dunque. E cosa pensi dei tipi eccessivamente effeminati?
Oddio, dopo quattro Vodka Lemon tendo a essere eccessivo anche io. Il fatto è che il gay-tipo si lamenta sempre degli atteggiamenti molto effeminati dei gay per poi finire ad avere i medesimi atteggiamenti. Non so, modo di parlare, declinazione di aggettivi al femminile ("moderna, che giusta, sei la top!" n.d.r.), interessi da donna. La contraddizione assurda è che nessun gay vorrebbe avere un fidanzato molto gay, ma te lo dice così: “ma noooo bellaaaa io con uno così no, mai, sei pazzaaaa?”.
E’ un discorso “ormonale”: per quanto un gay non li sopporti è comunque portato ad avere questi atteggiamenti. Si è capito? Tanto poi tu il concetto lo spieghi meglio, vero?
Si, si..
Eh, non mi far passare da coglione…
Nel mondo gay, è così importante l’apparire?
E’ vitale. Se parli con dei ragazzi gay tutti ti diranno che al di là dell’aspetto fisico cercano una persona interessante, che li coinvolga emotivamente. E questo è vero però… se fosse bello sarebbe meglio. E questo “se fosse bello” diventa “è indispensabile che sia bello”.
Per te è indispensabile?
Non lo so, dipende. E’ ovvio: se uno è bello dà a tutti la premessa di essere più interessante da scoprire, è un apriporta… è triste ma è così, sennò scusa sulla copertina di Vogue ci sarebbe Marisa Laurito!
Come bisogna parlare, muoversi, comportarsi, per essere notati nei locali gay?
Bisogna sorridere molto. Essere divertiti, sereni. Se l’etero medio ricerca la tranquillità nel rapporto, il gay medio ricerca la serenità, la felicità nel rapporto. Anche se hai una tragedia in famiglia, comunque devi sorridere sennò diventi deprimente noioso, apatico, non meriti di esistere, non meriti neanche una ciulata. E poi bisogna parlare molto ma non ascoltare. Il gay odia essere noioso e il modo migliore per non essere noiosi è dimostrare noia. Si sembra anche più interessanti.
Ah, importante: tenere la mano fermissima. Pochi mignoli in stile “Vizietto”!
Quindi “Il vizietto” è un falso storico.
No, ma nei locali bisogna trattenersi per poi correre a casa e urlare isteriche davanti alla TV: “sì, sì, il secondo posto de "La Fattoria" è suo!!!”. Insomma, il mondo gay è un po’ tutto una farsa.
Suggerisci un piccolo trucco per cuccare, secondo la tua esperienza.
Io faccio così: mi metto a fissare uno per un bel po’. Poi, facendo finta di nulla, mi avvicino al suo orecchio e non gli dico assolutamente niente. Poi mi allontano sempre in silenzio. Di solito accade che il tipo si mette a ridere e da lì si inizia una conversazione. Funziona.
Questa l’hanno suggerita: è più frequente scopare per amare o amare per scopare?
Non l’ho capita…
Nemmeno io.
Diciamo che è più produttivo attraverso l’amore arrivare al sesso. Perché la relazione gay è molto… veloce. Se vedi uno anziché pensare a conoscerlo pensi subito a come è a letto. Se segui il percorso inverso, che presuppone la conoscenza, è più produttivo. Al limite può accadere che se vai al cinema con uno e non ci scopi subito è possibile anche che ti innamori anche dopo un giorno.
Il sesso arriva subito quindi…
Subitissimo. Se te esci una persona è quasi un dato di fatto che si farà. Sei turbata?
No, no..
E’ un rapporto molto più fisico. Se pensi che di solito la donna è il freno dell’uomo per certe cose, immagina cosa può succedere tra due uomini... non esistono freni.
Esiste l’amore?
Massì, da qualche parte ci sarà, l’amore! No, scherzo, l’amore è un’altra cosa rispetto a quanto abbiamo detto. E’ un insieme di situazioni che si creano…
Sembra che ne abbia un’idea precisa…
…quando tutto succede in modo perfetto, normale, e le cose si incastrano perfettamente. Però devi essere predisposto. Può darsi che ti capiti e tu lo butti via.
Nel mondo gay succede spesso che si butti via, che si capisca male. Proprio perché è tutto molto veloce, più fisico, c’è meno tempo a disposizione e meno voglia, meno piacere di ascoltare. Essendo tutto legato al fisico, finisci per diventare egocentrico e narcisista. E così diventa difficile avere un rapporto.
(Non è poi molto distante dalla realtà etero, in fondo, da quello che sento dire in giro…)
Quando hai scoperto di essere gay?
Io non credo nel fatto di scoprirsi gay. E’ una cosa che si sa, da sempre, almeno secondo me. A meno che uno non viva in un società che non permette il contatto con le persone che possono attivare la tua scelta sessuale, certo, ma penso che si sappia sin da subito, da quando uno scopre di avere una sessualità. Ad esempio ricordo che da piccolo quando guardavo Georgie non mi piaceva Georgie ma il pomo d’adamo di Abel e Arthur…!
Come hai vissuto il momento in cui hai…. come si dice, fatto outing?
Il coming out è una delle cose più difficili. Non necessariamente ci passano tutti, ma quasi. Perchè il gay base è abbastanza introspettivo: ha comunque bisogno di questo momento e ha bisogno di essere plateale, di esternare, di fare il passo, di soffrire. Ha bisogno di situazioni forti. E quale migliore occasione del coming out, quando non si ha da far niente, quando non si ha da ciulare con nessuno?
Tu che hai fatto?
Per un certo periodo ho avuto due compagnie: quella gay e in quella etero, dove inventavo di tutto per giustificare un sabato sera a ballare da un’altra parte.
Fino a che non sono sbroccato e non volevo più far niente. Poi, sai, accade che ti senti sbagliato e quindi ti costringi ad avere desideri verso le donne, e ti butti in situazioni che finiscono per essere molto fredde. E ti rassegni all’idea che sia tutto molto freddo, ma in realtà non fai altro che non accettarti. Poi arriva il momento in cui non ne puoi più e ti dichiari.
Cosa consigli?
Di farlo se è necessario, se la cosa diventa proibitiva, fastidiosa, ma bisogna essere forti da accettare qualunque tipo di conseguenza. Poi sai cosa? Diventa una sorta di catena di Sant'Antonio: man mano che acquisti sicurezza, faresti coming out con qualsiasi persona! Dopo averlo fatto con amici e famiglia, stavo per farlo anche col mio datore di lavoro, e lavoravo in una azienda di manutenzione impianti ad aria compressa: forse non era proprio il caso!
Una curiosità: c’è davvero nella coppia gay il "chi fa cosa", la definizione dei ruoli?
Nel mondo gay c’è un retaggio del mondo etero. Così come nel mondo etero l’uomo è quello che prevalentemente comanda a letto, gestisce la coppia, porta da mangiare, così nel mondo gay si tende sempre a passare per attivi, perché la si considera la posizione più forte, anche se non è vero. Il secondo passaggio è l’accettazione della propria posizione sessuale senza vergogna, perché non vuol dire che se uno è passivo debba essere per forza un coglione. E comunque di ‘sti tempi nel mondo gay il passivo sta avendo la meglio: infatti in giro c’è un’invasione di “passivone”…!
Come si scopre il proprio ruolo?
E’ definito a priori, direi. Perché insomma a ciascuno piace fare una cosa piuttosto che un’altra. Come dire: ti piace di più il gelato alla fragola o la pizza quattro stagioni, avrai una preferenza, no?
Ciao. Con te oggi parliamo di piccoli vizi e grandi virtù del mondo gay e…
…si, io volevo subito dire una cosa: c***o, c**o, t***e, f**a. Così tutti quelli che vanno su Google a cercare queste parole capitano qui.
Ehm.. si, grazie. La prima domanda è molto diretta: sei contento di essere gay?
Mica tanto… ma questa intervista deve essere simpatica o seria?
Siam partiti bene…dacci almeno un aspetto positivo e uno negativo
Aspetto positivo è vestirsi bene… ma che domanda difficile. Altra domanda.
Va bene... una caratteristica dei locali gay?
Le occhiate d’aquila, gli sguardi in serie. E la presenza delle dark room, stanze buie cui si accede attraverso un lungo corridoio, dove si fanno cose… (riceve una telefonata n.d.r.) Mamma, il melaceto per i piatti è sotto il lavello, l’hai trovato? Ok, ciao! ... Dicevo, nel 99% delle disco ci sono queste stanze che rispecchiano il fine del 70% dei gay ovvero… venire. Ci son vari tipi di persone nei locali gay: quelli che vanno per ballare, quelli alla ricerca dell’ultima possibilità di rapporto, quelli che vanno per divertirsi, e quelli che alla fine fingono tutto questo e vanno solo per scopare.
Una classica festa a tema gay?
Le serate orsi, dove ci vanno quelli grossi e pelosi. Io ci vado perché son peloso.
… ti depili dunque. E cosa pensi dei tipi eccessivamente effeminati?
Oddio, dopo quattro Vodka Lemon tendo a essere eccessivo anche io. Il fatto è che il gay-tipo si lamenta sempre degli atteggiamenti molto effeminati dei gay per poi finire ad avere i medesimi atteggiamenti. Non so, modo di parlare, declinazione di aggettivi al femminile ("moderna, che giusta, sei la top!" n.d.r.), interessi da donna. La contraddizione assurda è che nessun gay vorrebbe avere un fidanzato molto gay, ma te lo dice così: “ma noooo bellaaaa io con uno così no, mai, sei pazzaaaa?”.
E’ un discorso “ormonale”: per quanto un gay non li sopporti è comunque portato ad avere questi atteggiamenti. Si è capito? Tanto poi tu il concetto lo spieghi meglio, vero?
Si, si..
Eh, non mi far passare da coglione…
Nel mondo gay, è così importante l’apparire?
E’ vitale. Se parli con dei ragazzi gay tutti ti diranno che al di là dell’aspetto fisico cercano una persona interessante, che li coinvolga emotivamente. E questo è vero però… se fosse bello sarebbe meglio. E questo “se fosse bello” diventa “è indispensabile che sia bello”.
Per te è indispensabile?
Non lo so, dipende. E’ ovvio: se uno è bello dà a tutti la premessa di essere più interessante da scoprire, è un apriporta… è triste ma è così, sennò scusa sulla copertina di Vogue ci sarebbe Marisa Laurito!
Come bisogna parlare, muoversi, comportarsi, per essere notati nei locali gay?
Bisogna sorridere molto. Essere divertiti, sereni. Se l’etero medio ricerca la tranquillità nel rapporto, il gay medio ricerca la serenità, la felicità nel rapporto. Anche se hai una tragedia in famiglia, comunque devi sorridere sennò diventi deprimente noioso, apatico, non meriti di esistere, non meriti neanche una ciulata. E poi bisogna parlare molto ma non ascoltare. Il gay odia essere noioso e il modo migliore per non essere noiosi è dimostrare noia. Si sembra anche più interessanti.
Ah, importante: tenere la mano fermissima. Pochi mignoli in stile “Vizietto”!
Quindi “Il vizietto” è un falso storico.
No, ma nei locali bisogna trattenersi per poi correre a casa e urlare isteriche davanti alla TV: “sì, sì, il secondo posto de "La Fattoria" è suo!!!”. Insomma, il mondo gay è un po’ tutto una farsa.
Suggerisci un piccolo trucco per cuccare, secondo la tua esperienza.
Io faccio così: mi metto a fissare uno per un bel po’. Poi, facendo finta di nulla, mi avvicino al suo orecchio e non gli dico assolutamente niente. Poi mi allontano sempre in silenzio. Di solito accade che il tipo si mette a ridere e da lì si inizia una conversazione. Funziona.
Questa l’hanno suggerita: è più frequente scopare per amare o amare per scopare?
Non l’ho capita…
Nemmeno io.
Diciamo che è più produttivo attraverso l’amore arrivare al sesso. Perché la relazione gay è molto… veloce. Se vedi uno anziché pensare a conoscerlo pensi subito a come è a letto. Se segui il percorso inverso, che presuppone la conoscenza, è più produttivo. Al limite può accadere che se vai al cinema con uno e non ci scopi subito è possibile anche che ti innamori anche dopo un giorno.
Il sesso arriva subito quindi…
Subitissimo. Se te esci una persona è quasi un dato di fatto che si farà. Sei turbata?
No, no..
E’ un rapporto molto più fisico. Se pensi che di solito la donna è il freno dell’uomo per certe cose, immagina cosa può succedere tra due uomini... non esistono freni.
Esiste l’amore?
Massì, da qualche parte ci sarà, l’amore! No, scherzo, l’amore è un’altra cosa rispetto a quanto abbiamo detto. E’ un insieme di situazioni che si creano…
Sembra che ne abbia un’idea precisa…
…quando tutto succede in modo perfetto, normale, e le cose si incastrano perfettamente. Però devi essere predisposto. Può darsi che ti capiti e tu lo butti via.
Nel mondo gay succede spesso che si butti via, che si capisca male. Proprio perché è tutto molto veloce, più fisico, c’è meno tempo a disposizione e meno voglia, meno piacere di ascoltare. Essendo tutto legato al fisico, finisci per diventare egocentrico e narcisista. E così diventa difficile avere un rapporto.
(Non è poi molto distante dalla realtà etero, in fondo, da quello che sento dire in giro…)
Quando hai scoperto di essere gay?
Io non credo nel fatto di scoprirsi gay. E’ una cosa che si sa, da sempre, almeno secondo me. A meno che uno non viva in un società che non permette il contatto con le persone che possono attivare la tua scelta sessuale, certo, ma penso che si sappia sin da subito, da quando uno scopre di avere una sessualità. Ad esempio ricordo che da piccolo quando guardavo Georgie non mi piaceva Georgie ma il pomo d’adamo di Abel e Arthur…!
Come hai vissuto il momento in cui hai…. come si dice, fatto outing?
Il coming out è una delle cose più difficili. Non necessariamente ci passano tutti, ma quasi. Perchè il gay base è abbastanza introspettivo: ha comunque bisogno di questo momento e ha bisogno di essere plateale, di esternare, di fare il passo, di soffrire. Ha bisogno di situazioni forti. E quale migliore occasione del coming out, quando non si ha da far niente, quando non si ha da ciulare con nessuno?
Tu che hai fatto?
Per un certo periodo ho avuto due compagnie: quella gay e in quella etero, dove inventavo di tutto per giustificare un sabato sera a ballare da un’altra parte.
Fino a che non sono sbroccato e non volevo più far niente. Poi, sai, accade che ti senti sbagliato e quindi ti costringi ad avere desideri verso le donne, e ti butti in situazioni che finiscono per essere molto fredde. E ti rassegni all’idea che sia tutto molto freddo, ma in realtà non fai altro che non accettarti. Poi arriva il momento in cui non ne puoi più e ti dichiari.
Cosa consigli?
Di farlo se è necessario, se la cosa diventa proibitiva, fastidiosa, ma bisogna essere forti da accettare qualunque tipo di conseguenza. Poi sai cosa? Diventa una sorta di catena di Sant'Antonio: man mano che acquisti sicurezza, faresti coming out con qualsiasi persona! Dopo averlo fatto con amici e famiglia, stavo per farlo anche col mio datore di lavoro, e lavoravo in una azienda di manutenzione impianti ad aria compressa: forse non era proprio il caso!
Una curiosità: c’è davvero nella coppia gay il "chi fa cosa", la definizione dei ruoli?
Nel mondo gay c’è un retaggio del mondo etero. Così come nel mondo etero l’uomo è quello che prevalentemente comanda a letto, gestisce la coppia, porta da mangiare, così nel mondo gay si tende sempre a passare per attivi, perché la si considera la posizione più forte, anche se non è vero. Il secondo passaggio è l’accettazione della propria posizione sessuale senza vergogna, perché non vuol dire che se uno è passivo debba essere per forza un coglione. E comunque di ‘sti tempi nel mondo gay il passivo sta avendo la meglio: infatti in giro c’è un’invasione di “passivone”…!
Come si scopre il proprio ruolo?
E’ definito a priori, direi. Perché insomma a ciascuno piace fare una cosa piuttosto che un’altra. Come dire: ti piace di più il gelato alla fragola o la pizza quattro stagioni, avrai una preferenza, no?
E se capita che tutti e due…
Eh, questa è doppia sfiga. O sei così innamorato che sei in grado di arrivare a un compromesso o sennò... se trovi l’amore e a letto non ti corrispondi è un'ulteriore difficoltà.
Una tua idiosincrasia?
Le sopracciglia eccessivamente ravanate. I capi abbigliamento troppo femminili. E poi il bisessuale, il gay convinto di averlo capito dopo, e quello che si dichiara “versatile” (perché si vergogna di dire passivo!).
La canzone gay per eccellenza…
Bah… La notte vola, Splendido splendente, Vogue…
Film gay per eccellenza...
Ce ne sono diversi, ma i temi preferiti dai gay nei film sono o la stupidità all’ennesima potenza o la pesantezza all’ennesima potenza!
Come vedi lo strumento internet?
Ah, io chatto molto. In generale, la rete è ad uso e consumo del sesso. Ti toglie persino il passaggio della conoscenza, figurati. Fai tutto in un lampo.
E cosa pensi di chi ha un blog?
Che è molto più gay di me.
Eh, questa è doppia sfiga. O sei così innamorato che sei in grado di arrivare a un compromesso o sennò... se trovi l’amore e a letto non ti corrispondi è un'ulteriore difficoltà.
Una tua idiosincrasia?
Le sopracciglia eccessivamente ravanate. I capi abbigliamento troppo femminili. E poi il bisessuale, il gay convinto di averlo capito dopo, e quello che si dichiara “versatile” (perché si vergogna di dire passivo!).
La canzone gay per eccellenza…
Bah… La notte vola, Splendido splendente, Vogue…
Film gay per eccellenza...
Ce ne sono diversi, ma i temi preferiti dai gay nei film sono o la stupidità all’ennesima potenza o la pesantezza all’ennesima potenza!
Come vedi lo strumento internet?
Ah, io chatto molto. In generale, la rete è ad uso e consumo del sesso. Ti toglie persino il passaggio della conoscenza, figurati. Fai tutto in un lampo.
E cosa pensi di chi ha un blog?
Che è molto più gay di me.
Etichette: Interviste d'Ufficio








