venerdì 18 aprile 2008

L'uomo merda

L'uomo merda cammina avanti e indietro per la stanza. E' teso come una corda di mandolino. L'uomo merda ha le mani in tasca e la mascella serrata. Ogni tre passi, e precisamente ogniqualvolta inverte la direzione di marcia, si passa la mano sulla fronte per ricacciare all'indietro un ciuffo ribelle.

Il fatto è che soffre di quel tipo di calvizie che aggredisce le tempie pur lasciando la sommità della zucca piena di vispi capelli. E così è costretto a far scendere a valle i capelli in cima al cucuzzolo per coprire le zone spelacchiate. Non è proprio un riporto, diciamo che è un avanporto. Un avamporto. Un avamposto, sì, anche. Dal quale osservare le reazioni degli altri e dietro cui celare le proprie intenzioni. Una coltre dietro cui ripararsi dagli sguardi indiscreti. Una cortina di vello. Una testa di ponte. E anche una testa di cazzo, a volte.

Ma per tornare a noi, diremo che l'uomo merda oggi è frenetico. Deve parlare con una persona e perciò attende. Sebbene non lo dia a vedere, noi pensiamo che si stia per spazientire.
Avete presente quelle persone che trasmettono ansia? Ecco, così.
Il nocciolo della sua ansia sono le mani. E' lì il nervo scoperto. Le mani non ingannano. E così impiastriccia il suo palmare di ditate unte. Il PC non ne parliamo. E poi tocca. Tocca tutto: tavoli sedie, spalle, corpi. Tocchicchia, sprimaccia. Ma mica palpa, semplicemente si assicura che tutto sia al suo posto.

Il fatto è che non sarebbe neanche un brutto uomo. E però uno così le fantasie te le ammazza. Uno così le fantasie te le soffoca nel limbo delle intenzioni inespresse, nell'anticamera del giudizio che prescinde dalla conoscenza, costringendoti ad arroccarti in cima all'ultima torre di difesa sopravvissuta agli attacchi degli altri pirla venuti prima di lui, obbligandoti ad esporre lo striscione "non vorrei neanche se potessi".

L'uomo merda ha fatto delle scelte. Ogni scelta ha le sue conseguenze. L'uomo merda schiva le conseguenze delle proprie scelte come la merda. La cacca però non fa che accumularsi. E qualcosa bisogna fare.
Ecco, la persona che stava attendendo si è liberata. Si sistema la giacca, e si avvia a testa bassa. Il ciuffo gli ricade sugli occhi.
Si ferma, imbraccia la vanga. Si prepara a raccogliere la prima palata e a scaraventarla il più lontano possibile.

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Di Tengi |

7 Commenti:

  Alle 3:48 PM Blogger Brian ha fatto una pausa per dire:
Siiiii...all'uomo merda i capelli nascono dal centro della testa, come VEGA di Goldrake...
L'uomo merda poi di solito si gratta i genitali quando ha le mani in tasca........
Ahahah rido tanto...

Baci
Brian
  Alle 4:29 PM Blogger Andrea Beggi ha fatto una pausa per dire:
C'è della ruggine, ma puoi tornare agli antichi fasti.
  Alle 6:03 PM Blogger Annalisa ha fatto una pausa per dire:
Grande...
Aaaah, mi sento bene, dopo aver letto.
Ci si può sentir bene dopo che si è respirata una bella palata di merda? :-)
  Alle 9:42 AM Blogger Fassbinder ha fatto una pausa per dire:
Ho apprezzato 'sprimaccia'
  Alle 11:14 PM Blogger S.B. ha fatto una pausa per dire:
Grande! Mi sembrava di essere lì a vederlo quest'uomo.
  Alle 8:34 AM Anonymous ge ha fatto una pausa per dire:
domanda:
ma l'uomo merda in cosa si differisce dall'uomo "pezzo di merda" e "stronzo di merda" ???

non so perché ma l'uomo merda mi sa di più elegante. o sbaglio?

ge
  Alle 1:43 PM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
L'uomo merda si distingue dai suddetti escrementi per l'atteggiamento dimesso, alle volte quasi supplicante. Non di meno, la sua forza distruttiva è pari a quella di uno tzunami, la portata in fase di carico/scarico dello sterco pari a quella di una ruspa.