domenica 9 dicembre 2007

Mille anni che sto qui

Quella volta che sono tornata da Parigi ho portato con me la sensazione della moquette della casa dove stavo. La sua morbidezza, la sua cedevolezza. E una volta tornata a casa, per un giorno intero o forse più, mi sembrava ancora di camminare su un tappeto, e invece era il pavimento duro di casa mia.
La volta che sono tornata dalla montagna ho portato con me quella sensazione di confortante tepore, quel calore familiare di quando fuori fa freddo e neviga ghiacciato. E per un paio di giorni o poco più, mi sembrava ancora di stare in una baita di legno, e invece a racchiudere i miei pensieri erano i muri di casa mia.
Ogni singola volta che torno a casa dopo essere stata dai miei amici, porto con me il mare d'inverno e i pomeriggi tutti insieme su un divano. Le partite a Risiko e i mangiarini pomeridiani. E una volta tornata a casa, per una settimana e anche di più, mi sento in compagnia e giro scalza per casa e pasticcio con le merendine sul divano mentre guardo vecchi film.
Questa volta che sono tornata dalla Sicilia, ho portato con me le palme e la diffidenza negli sguardi della gente. Ho portato con me una passeggiata sul molo caldo, i gatti sonnacchiosi che fanno la guardia alle cassette di esche dei pescatori. I ragazzi sui motorini dopo la scuola. Ho portato con me i pranzi premurosi di un'amica e questa sera la cena a casa mia è stata preparata con una cura che non si vedeva da tempo. Ho portato con me le parole e i racconti e le persone. Ho portato la musica e il teatro. Ho portato con me i complimenti sottovoce, e forse per qualche giorno ancora porterò con me la sensazione di passeggiare sul lungomare, e mi vedrò per quello che sono, una donna. Ho portato con me l'illusione di non avere un computer su cui scrivere, di non avere un videoregistratore, di leggere un libro prima di addormentarmi. E nei prossimi giorni porterò con me un modo di vivere diverso, rigoroso, porterò con me la dedizione un mestiere fatto con passione. L'eterna domanda di che cosa sia arte e che cosa no.
E ora che sono tornata, per una notte almeno, scrivo qui come fosse solo carta e solo mia, senza curarmi troppo della forma, perché voglio finire presto, perché non vedo l'ora di leggere un nuovo libro.

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Di Tengi |

7 Commenti:

  Alle 12:24 PM Anonymous Domiziano Galia ha fatto una pausa per dire:
Io ti vedo per quello che sei.
  Alle 1:58 PM Blogger Paolo ha fatto una pausa per dire:
tutti ti vediamo per quello che sei...ma, per sentirti donna devi andare fino in sicilia?

paolo
  Alle 2:54 PM Anonymous Anonimo ha fatto una pausa per dire:
il post più commovente che ho letto da te finora... bellissimo
LaVale
  Alle 10:08 AM Anonymous Annalisa ha fatto una pausa per dire:
Sì, bello.
E scritto bene.
(parola di prof)
  Alle 11:18 AM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
Quante cose ti porti appresso.
Ma chi sei? Eta Beta?
  Alle 11:43 AM Blogger MOZ ha fatto una pausa per dire:
Pero' una telefonatina per avvertire che venivi, potevi farla... ;)
  Alle 5:09 PM Blogger MOZ ha fatto una pausa per dire:
O.T.: no, nella sua "antagonista" (calcisticamente parlando).