domenica 25 marzo 2007

L'ascoltatrice

Devo studiare un mezzo di teletrasporto per tornare a casa dal lavoro.
No, non mi interessa la possibilità di rendere il viaggio istantaneo, bensì il fatto di viaggiare via etere, completamente smaterializzata, lontana da tutto e da tutti. Soprattutto dai colleghi.
E' un dato di fatto. Mi hanno preso per il loro orecchio personale, per la loro ascoltatrice dedicata, di fronte alla quale vuotare il saccone dei propri malumori, insoddisfazioni, ansie e rimpianti, per vedere neanche tanto di nascosto l'effetto che fa.
Dopo la collega del personale, ammutinata del lavoro e della cucina, eccone un altro che mi ha preso di mira. Teatro del monologo sproloquiante: la metropolitana, di venerdì. Io, svuotata di ogni cosa che non fosse un lieve mal di pancia, mi guardo la scarpe pensando ai casi miei. Lui, seduto di fianco a me, appare leggermente inquieto sul proprio seggiolino. Qualcosa che lo tormenta. Sento che ha voglia di parlare. O mio dio! Non lo sa che, nella Milano che lavora, a marzo non è ancora aperta la stagione dell'amabile chiacchera tra colleghi? E comunque non è uso parlare dopo le 18.
Stupida io che non mi sono tempestivamente tuffata nell'ascolto del lettore MP3.
Gli così offerto il destro - l'orecchio destro per l'esattezza - per attaccare discorso.
Sullo spunto di semplici considerazioni sul caro affitti a Milano, dopo essersi informato su dove abito e su quanto pago di affitto all'incirca, ha iniziato a sciorinare dettagli riguardanti la propria situazione immobiliare, passando per desiderata specifici che consistono in un contratto a tempo indeterminato, un mutuo per la casa, uno stipendio più consistente, per finire sui progetti per l'avvenire. E tra i progetti per l'avvenire non potevano mancare una casa fuori Milano, il matrimonio e i figli.
A condire il tutto, mi esprime l'ansia che lo attanaglia nel trovarsi accerchiato da amici che si stanno sposando o stanno avendo figli, e nel constatare che il tempo corre. Beh, si, anche lui vorrebbe prima o poi, con la sua ragazza che certo stanno insieme da 5 anni, ma ora no, non ora, ora la situazione è precaria, ora non è consigliabile, anche se sarebbe bello, perchè poi da vecchi non sarà così bello, sai.
Mi guardava con due grandi occhioni azzurri pieni di speranza e un'espressione spaurita sul viso. Mi guardava cercando delle risposte. Non aveva posto nessuna domanda in particolare, eppure cercava delle risposte. Credo di avergli restituito lo stesso sguardo impaurito.

L'unica cosa che sono riuscita a fare, vergognandomene un po', è stato blaterare frasi di circostanza. Sembravo una di quelle parenti lontane che facevano visita a mia nonna, e che riuscivano a liquidare qualunque narrazione di fatti e situazioni disperate, con un "bhe, insomma, che vuoi farci... "del resto..." "prima o poi doveva succedere".
Non mi ero preparata nulla. Mi ha preso in contropiede. Troppa realtà tutta insieme per un venerdì pomeriggio. E poi l'uomo è lui. Dovrei essere io a porgli delle domande, semmai.
L'aggravante su cui riflettevo dopo averlo salutato è che siamo coetanei.
Scommetto che quella sera si è addormentato tranquillo, lo stronzetto.

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Di Tengi |

10 Commenti:

  Alle 8:22 AM Blogger Marci ha fatto una pausa per dire:
"Pronto? Tengi? Sono depresso!" Qaunte volte ti è toccato sentirlo. Per fortuna che c'è il "91-Tengi". Ma, mi balena un sospetto: non è che usi le stesse frasi di circostanza anche con me??? Beh, almeno spero non mi apostrofi come hai fatto con lui!!!
  Alle 8:23 AM Anonymous LCL ha fatto una pausa per dire:
Dovevi utilizzare la frase standard di chiusura conversazione:
"D'altrone... è così"

1. Non lascia chance di replica.
2. E' cortese ma nel contempo fra le righe si legge "Non me ne frega un ca**o.
  Alle 8:32 AM Anonymous whiteymack ha fatto una pausa per dire:
Cara Tengi, sapevo ti sarebbero successe cose del genere. Non fingere, ti avevo avvertito. Ed è del tutto normale. C’ho messo un po’ per cercare di uscirne e non ci sono ancora riuscito. Il teletrasporto non l’ho trovato nemmeno su Ebay dove, dicono e inizio a crederci davvero, c’è di tutto. Per ora, sai, sono passato allo scooter: già meglio… Situazioni del genere basta. Però è da capire anche lui anche se, tutto sommato, c’è di peggio in giro… non credi? A me questi che vogliono la casa fuori Milano mi fanno una rabbia… ma fuori quanto? Vabbè vado a cercare la mia. Ma a lui non dirlo. Io, ancora, alla sera non mi addormento tranquillo. A volte non mi addormento proprio.
  Alle 9:10 AM Blogger Mattia ha fatto una pausa per dire:
tengina hai un futuro come telfono amico :)
  Alle 9:56 AM Blogger Tengi ha fatto una pausa per dire:
mi pagassero almeno...
  Alle 10:48 AM Blogger MOZ ha fatto una pausa per dire:
Ma alla fine quanto paghi d'affitto? ;)
  Alle 10:48 AM Anonymous Anonimo ha fatto una pausa per dire:
beh, visto che lo faccio pure io con te dichiaro: TENGI SANTA SUBITO

LaVale
  Alle 11:13 AM Anonymous Sore ha fatto una pausa per dire:
Confermo cio' che ha scritto LCL :"D'altronde è cosi..."
Funziona sempre.
Mi ricordo che lo spiegava Enrico Bertolino in un suo monologo.

Comunque Tengi vedi di fare qualcosa : non sei messa molto bene.
Se diventa faticoso far due chiacchere con un altro essere umano, allora
c'è grossa crisi :-))

Contributo al post:

In certi casi puo' tornar utile contrapporre uno spietato realismo nelle
risposte (invece delle classiche frasi di circostanza).

Il tuo collega è di fronte all'abisso del futuro e non trova la forza (forse
non ne ha nemmeno la voglia) di fare il salto :

(Tuo collega) "Casa , vita di coppia, stipendio, il tempo che passa ..."
(Tengi 199) "Si! è vero il tempo passa e non torna indietro quindi datti una mossa
tu e la tua ragazza perchè se continui ad aspettare sarà sempre piu' difficile."

Praticamente e' come dargli una spallata : o salta o vola nel vuoto.

Non è cattiveria ma lo fai per il suo bene .
Il mondo è bastardo con noi ? allora noi siamo bastardi con il mondo!
La prossima volta ci pensera' su due volte prima di chiederti consiglio...

Buona settimana.


PS:
E' vero che il venerdi in metro vorresti chiuderti i te stessa, nel tuo mondo.
Un po' come Alice nel paese delle meraviglie.
Ma stai attenta che potresti incontrare il Coniglio Rikkione della pubblicità :
"I colori sono magiciiiiiiii! " :-))))
  Alle 2:23 PM Blogger Atipica ha fatto una pausa per dire:
se non stai troppo lontano, prova ad andare al lavoro in bicicletta. Là sopra nessuno ti rompe le balle e in mezzo al genere umano ci sfrecci, lo sfiori a malapena, non sei costretta a occupartene. Unica controindicazione: aggrava la misantropia. Quando scendi e devi rientrare in mezzo all'umana specie fai ancora più fatica.
  Alle 3:35 PM Anonymous ilChicco ha fatto una pausa per dire:
Tre semplici regole:

1 - iPod fisso nelle orecchie, anche se è spento è un ottimo deterrente.

2 - Se la regola 1 non funzionasse (ci sono dei tipi in giro molto più furbi di me) rispondi sempre "assolutamente". Senza un SI od un NO non vuol dire niente, ma a chi ascolta può sembrare un commento di conforto.

3 - Se le regole 1 e 2 non dovessero avere effetto non rimane che stare a sentire. Che poi in fondo a volte non è sempre un male.