venerdì 14 marzo 2008

Venerdì

Il venerdì è giornata di bilanci. Cala la tensione, ci si rilassa, si chiacchera più del necessario, talora si ride. Battute idiote. E’ qui la festa? Piccolo party di addio. Sorpresa! Dessert! Allegria!
Le postazioni dei lavoratori a cottimo restano vuote per venti minuti abbondanti. Fuori, l’odore persistente della prima erba tagliata della stagione offende le narici delle solite vittime delle allergie stagionali. Ho collezionato più storie di mali in questo posto da una anno a questa parte che negli ultimi venti messi insieme. Quelli che non ci sento bene da un timpano, quelli che respiro con affanno, quelli che ho il ginocchio che fa contatto col gomito, quelli che ho l’anca sifola, quelli che non sento gli odori tranne quello della merda, quelli che ho il mal di testa a grappolo, quelli che ho la forfora a coriandolo, quelli che ho la tarantola, quelli che digerisco gli stronzi ma non l’insalata… siete tutti dei rottami.

La torta spicca in mezzo alla tavola. Tutti in piedi e imbarazzati. Auguri! Grazie! Prego!
Il venerdì è giornata di bilanci. Su un piatto ci metti la torta, sull’altro piatto la ciccia accumulata e le ore di palestra necessarie a smaltirla e che non riuscirai a fare a causa del lavoro, lo stesso che ti oggi ti offre la torta e che ti paga la palestra che non riuscirai a fare.
E’ un gatto che si morde la coda.

E dove c’è torta c’è ressa. Si sta tutti insieme, a vivere un momento che un giorno, soffermandoci a riflettere, vedremo come parte di un destino che ci siamo cercati. Mangiamo la fettina pannosa pensando che un giorno tutto ciò acquisterà un senso che ora ci sfugge, impegnati come siamo a sporcarci i baffi di gocce di cioccolato e sbrodolarci lo spumante sulla polo.

Le casse di un computer diffondono musica anni ’50. In uno scenario surreale, ripenso al libro che sto leggendo e che parla di ragazzi cresciuti negli anni ’50 in un’epoca di fulgide promesse, e che si ritrovano dopo 40 anni ad una festa. Uno di loro, vedendo sé stesso insieme agli altri, ripensa al proprio destino e capisce che sì, c’è un senso. Mi auguro di ritrovare a mia volta un senso a tutto ciò, forse tra 40 anni o anche ora, se solo riuscissi ad astrarmi da questa situazione. Butto giù un altro gotto, pensando quanto sia difficile ritagliarsi un cantuccio, almeno di lunedì, di martedì, di mercoledì e di giovedì; ma oggi è venerdì e domani sarà tutto diverso, e non sarà impossibile. Prima che l’ingranaggio della settimana lavorativa mi inghiotta nuovamente, mi riprometto di passare un fine settimana meditabondo, di godermi il sole e l’erba tagliata, e di fare qualcosa di insalubre e di cui mi potrei immediatamente pentire. Tipo uccidere quel maledetto gatto che inutilmente continua a mordersi la coda.
 
Di Tengi |

2 Commenti:

  Alle 8:17 PM Anonymous Annalisa ha fatto una pausa per dire:
Be', guarda, oggi sono stata a un corso di aggiornamento. Una delle impiegate del posto che ci ospita ha cambiato lavoro. Da lunedì, via. Salatini, torta e sprite senza calorie. E lì davanti a guardare e a mangiare e a pensare: così non devo fare da mangiare a casa, e così non riuscirò mai a dimagrire, e sono sicura di aver visto della cellulite dovrei trattenermi.
E mentre andavo al corso, pensavo anche: c'è un senso in tutto ciò? E non posso aspettare quarant'anni, io. Avrò la bava alla bocca, tra quarant'anni, e non mi ricorderò più se sono di qui o di là.
Ma se di venerdì tutti abbiamo di questi pensieri, un senso ce lo deve avere per forza, no?
Che non sia solo questo: che io domani lavoro ancora, e sarò insieme a un gruppo di apparenti decerebrati per quattro lunghe ore.
Io, intanto, il mio cantuccio me lo prendo stasera :-)
  Alle 12:46 AM Blogger majorTom ha fatto una pausa per dire:
voglio trovare, un senso a questa vita, anche se questa vita, un senso non ce l'ha
Vasco è un sempliciotto e un superficiale, ma tante volte dice delle cose in tre parole che alberoni non riesce a dire in un libro intero.

Una volta piuttosto c'era un gruppo canadese (i Loverboy) che ebbe un certo successo con Working for the weekend.